Spoleto in due giorni

Ciao a tutti!

Quest’oggi vi propongo una minifuga dalle vostre città (a meno che non siate lettori che seguono il blog dall’Umbria) in direzione di una piccola chicca dalla grande storia: Spoleto.

Io e m. (che sta per marito) abbiamo deciso di dedicarci una nuova luna di miele, l’abbiamo ribattezzato “weekend di nozze” e quale meta migliore se non Parigi? Ma no, Parigi proprio non ci convinceva, un po’ perché siamo fan del made in Italy, un po’ perché avevamo a disposizione solo due giorni (ossia una notte) e volevamo comunque riuscire a godere di una città senza stare con il fiato alla gola.

Poiché siamo persone decise e organizzate (magari!), abbiamo aperto in contemporanea Booking e Google Maps e ci siamo messi a vedere tutte le possibilità che si prospettavano con il nostro esiguo tempo. La scelta è poi ricaduta su Spoleto e mai decisione fu tanto felice!

Ecco a voi una serie di indicazioni e di consigli qualora voleste fare una toccata e fuga nel Ducato Longobardo.

COSA VEDERE. Io e m. abbiamo scelto di visitare Spoleto durante il week-end e di fermarci a dormire solo una notte. Siamo partiti il sabato mattina neanche troppo presto e siamo arrivati in città verso le 11. Cosa fare dunque avendo a disposizione più o meno due giornate? Innanzitutto vi conviene recarvi all’Ufficio Pro Loco (situato all’interno del complesso della biblioteca) e prendere una carta della città e la guida gratuita. Per i più tecnologici consiglio di scaricare la comoda app Spoleto Turismo.

Abbiamo scelto di dedicare la prima giornata a prendere confidenza con la città percorrendola in lungo e in largo e seguendo le indicazioni suggerite nel percorso del Trekking urbano. Questa tipologia di visita permette di non annoiarsi (soprattutto se non siete tipi da museo) e di visitare tutto ciò che è ad accesso libero come le meravigliose chiese.
I must da vedere sono sicuramente l’ex-chiesa dei ss. Giovanni e Paolo, in cui è conservato il primo affresco in Italia rappresentante il martirio di Thomas Becket, la cattedrale di S. Maria Assunta, il cui abside presenta un ciclo affrescato da Filippo Lippi, e la chiesa di S. Gregorio. Se vi piace l’arte contemporanea, vi co nviene visitare il Museo Carandente all’interno del Palazzo Collicola (m. era interessato soprattutto alla galleria del piano nobile di quest’ultimo) e il Teodelapio con altre sculture presenti in vari punti della città.

Abbiamo deciso di consacrare il secondo giorno alla visita dei musei e, dulcis in fundo, dei luoghi raggiungibili solo con la macchina. La Rocca Albornoziana ci ha un po’ deluso: non tanto per la struttura in sé, che invece è sicuramente la parte della visita più affascinante, quanto per il museo annesso. Oltre ad avere pochi reperti (su quello non ci si può far nulla), l’allestimento dell’intera mostra sul Ducato è antiquato e fin troppo statico. E’ stata una delusione, per esempio, scoprire che ai Longobardi era stata dedicata solo una sola sala (forse due?) e il massimo che si è riusciti a pensare è stato quello di attaccare una serie di pannelli noiosissimi e lunghissimi con notizie poco interessanti. Perchè non provare a riaggiornare il format della visita? Bah, poveri Longobardi! [tempo della visita 2h 1/2 ca]
Il secondo museo, in cui ho trascinato m. perché ero di pessimo umore dopo la rocca, è il Museo Archeologico Statale (con annessa visita al teatro romano). Ebbene, questa sì che è stata una bella sorpresa per entrambi. L’allestimento è più o meno della stessa tipologia di quello della Rocca, ma gli archeologi e gli storici dell’antichità sono stati più intelligenti nella scelta dei temi da trattare nei pannelli. Inoltre, la sala epigrafica aperta da poco al pian terreno si presenta interessante anche per chi non è addentro alla materia. Senza considerare che all’interno del museo c’è una sala dedicata ai ritrovamenti archeologici di scavi condotti nel 2011 (!): più unico che raro in un museo nazionale dove la maggior parte della volte si trovano cose scoperte all’epoca di Heinrich Schliemann. Infine, la visita si conclude nell’affascinante teatro romano, ancora utilizzato in estate per spettacoli e rappresentazioni varie. Super consigliato! [tempo della visita 1h 1/2 ca]
Prima di ripartire alla volta di Roma abbiamo visitato la piccola chiesa di S. Paolo inter vineas e quella di S. Pietro extra moenia. Quest’ultima vale assolutamente la pena di essere visitata solo per ammirare la preziosa facciata e le sue sculture, che la rendono una degli esempi più splendidi dell’architettura romanica e gotica dell’Umbria.

Un vero peccato, invece, per gli edifici danneggiati dal terremoto e chiusi al pubblico. Tra questi figurano la famosa Basilica di S. Salvatore e la chiesa dei SS. Domenico e Francesco.

PERNOTTAMENTO. Pernottare a Spoleto non è molto più costoso di quanto non lo sia in un’altra città storica, anzi forse si possono trovare discrete occasioni. Da ricordare però è che, nelle ore notturne, l’accesso al centro storico è vietato (ZTL). Essendo una città tutta “salita e discesa”, è però comodo partire da una posizione vantaggiosa che solo un albergo o un b&b nel centro ti può offrire. Ma come fare se si hanno problemi di spostamento (ad esempio persone con problemi motori oppure famiglie con passeggini)? Ci sono due possibili soluzioni: 1) dormire in un albergo o b&b fuori dalla ZTL e parcheggiare in uno dei parcheggi pubblici di Spoleto forniti del servizio di trasporto tramite i fantastici percorsi meccanizzati, che permettono di spostarsi da un monumento all’altro della città tramite rulli elettronici; 2) trovare un’offerta di qualche albergo in centro che fornisce il permesso a circolare all’interno della ZTL. A voi la scelta.

DOVE MANGIARE. Non so voi, ma noi abbiamo optato per questa soluzione: colazioni sostanziose, pranzi veloci e cena importante.
Partiti alle 8:30 circa (forse erano le 9?) da Roma, siamo arrivati a Spoleto con parecchia fame. Fortunatamente il centro informazioni turistiche è stato spostato all’interno della biblioteca comunale, in cui – guarda caso – c’è un carinissimo e assai ospitale Caffè Letterario. Quale modo migliore per cominciare la giornata? Il barman è stato molto cordiale pur non avendoci mai visto prima e si è intrattenuto a parlare con noi, mentre consumavamo una buona ed economica colazione. Siamo stati così positivamente colpiti dall’atmosfera da essere tornati lì anche il giorno dopo, invece di spendere 8/10€ in più a testa per fare colazione in albergo.
Per pranzo, il primo giorno abbiamo fatto due prove: la prima in un forno del centro che non ci ha troppo convinti, la seconda alla Pizzeria dell’Orologio, che ha invece colpito nel segno. I palati fini forse saranno più schizzinosi, ma se a noi date tranci di pizza bella alta, grande e farcita a un costo che va da 1€ per la focaccia a 1,7€ per quella condita noi siamo super contenti!
Per cena, m. voleva stupirmi e mi ha portato in uno dei ristoranti segnalati dalla guida Michelin 2018. Il posto in questione è Al Tempio del Gusto. Che dire? 85€ in due per un menù completo (antipasto, primo, secondo, dolce, acqua e vino) curato nel minimo dettaglio. Un’esperienza sensoriale dai sapori unici. Di seguito un riepilogo dei piatti:

  • Assaggino di benvenuto: tarallo con foie gras, caciottina con cipolla e uova di lompo, manzo con sfoglia di grana e crema di tartufo
  • Antipasti: millefoglie con caciottina dolce su salsa di tartufo;flan di porcini su salsa di zafferano e tartufo
  • Primi: polentina di fave al tartufo con trota scottata e cicoria di campo; strangoli tirati a mano al tartufo
  • Secondi: petto d’anatra con salsa all’arancia e miele di castagno; filetto di maialino con pera cotta al vino e salsa all’arancia
  • Pre-dessert offerto dallo chef: una verrine di meringhe con una ganache di cioccolato e caffè
  • Dessert: crescionda spoletina; strudel aperto

In definitiva Spoleto ci ha colpiti non solo per la sua storia e la sua arte, ma anche per il calore con cui gli spoletini fanno sentire il loro orgoglio per questo piccolo gioiello e per la bontà dei piatti e dei sapori tipici che la città ha saputo farci gustare in forma rivisitata ma sempre squisita.

P.S. Su Instagram (nel riquadro qui a destra) trovate una serie di scatti della città 😉

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