Mamme si diventa #3 La soluzione fisiologica, metafora del difficile compito del genitore

Ieri, per la prima volta, sono stata costretta a lavare il naso di A. con la soluzione fisiologica. Un trauma. Immaginate di essere messi sul fasciatoio, dove di solito venite epurati da tutta la sozzura che vi inonda il pannolino, e, invece di essere puliti, immaginate di venire aggrediti da un beccuccio di plastica che rilascia 5ml di acqua nel vostro naso ancora inesperto. Vi possono spiegare fino alla nausea che è per il vostro bene, voi continuerete a piangere come dei forsennati finché non verrete nuovamente presi in braccio e consolati. Nel passaggio tra una narice e l’altra, intenerita dalle lacrimone di A., ho pensato di smettere, ma sapevo che quel naso moccioloso doveva essere lavato, perciò con il cuore piccolo piccolo ho proseguito nel duro compito.

Ecco. In quel preciso momento ho capito che la soluzione fisiologica è qualcosa di più di una semplice soluzione di cloruro di sodio in acqua purificata. E’ una sorta di rito di passaggio per insegnare a ognuno di noi che un genitore non si può limitare a dar da mangiare e a far divertire i propri figli. E’ la metafora di quegli incarichi spiacevoli che il ruolo del genitore spesso richiede. Una spiacevolissima iniziazione al difficile compito dell’essere madre e padre. D’altronde chi ha inventato il nome, forse, lo sapeva già: soluzione= lo sciogliersi, l’esito; fisiologica= normale, naturale.

Analizziamo cosa avviene quando somministriamo la soluzione fisiologica a un neonato.

Solitamente c’è un motivo per cui decidiamo di ricorrervi, non siamo gli aguzzini dei nostri figli e non lo facciamo perché siamo dei pulitori seriali di nasi. Forse è per il muco, forse per le caccole, forse perché nostro figlio ha passato la notte a grufolare con uno dei tre porcellini. Insomma, arriva il momento in cui la soluzione fisiologica sembra l’unico modo per risolvere la situazione.

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Il neonato non capisce cosa sta avvenendo. Non ha mai avuto il raffreddore, non sa neanche cosa significhi, né cosa comporti. Percepisce di stare male, ma non sa come uscirne. Gli unici che possono fare qualcosa sono mamma e papà. Dall’alto della loro inesperienza possono solo cercare di fare il possibile e incrociare le dita perché il loro piccolo stia meglio.

“La soluzione fisiologica è l’unica soluzione” ha detto il pediatra la settimana scorsa. Dunque soluzione fisiologica sia. Con mano tremante ci avviciniamo al neonato, cerchiamo di tranquillizzarlo con qualche carezza e poi, BEM, il tradimento: quella spruzzata nel naso acquisisce i contorni della prima sberla. Forse è per questo che a mamma e papà partono i sensi di colpa come se stessero condannando a morte il bambino. Ci guardiamo, indecisi se smettere, e ci diciamo: “è per il suo bene”. Così continua la serie interminabile di lavaggi nasali nei giorni a venire.

Diciamocelo, non sarà così per il resto della crescita di nostro figlio? Quante volte i nostri genitori hanno fatto qualcosa di incomprensibile ai nostri occhi nascondendosi dietro a un “è per il tuo bene”? Quello che a me da piccola sembrava una dichiarazione di guerra, un dispetto bell’e buono fatto per cattiveria gratuita, ieri l’ho rivissuto sulla pelle di A. e mi sono accorta che a volte un genitore non può far altro che somministrare la soluzione fisiologica. Ogni età, ogni situazione, ha una sua soluzione fisiologica e molto probabilmente ai genitori non fa piacere doverla utilizzare, ma non può fare altrimenti senza correre il rischio di far peggiorare la situazione o di non guarirla affatto.

Al solo pensiero che io e M. dovremo provare di nuovo quella sensazione mi sento male. Ma che si può fare? In futuro, A. avrà tantissime volte il naso tappato (metaforicamente parlando) e a noi toccherà sciacquarglielo con la spiacevole ma necessaria soluzione fisiologica (metaforicamente parlando).

Fortunatamente, per ora, dopo ogni lavaggio A. non vede l’ora di farsi prendere in braccio e di farsi riempire di coccole. Così in quegli abbracci io e M. possiamo farci perdonare per le lacrimone che siamo stati costretti a farle versare per il suo bene. Speriamo che anche in futuro ci permetterà di continuare a farlo.

Alla prossima 😉

3 pensieri riguardo “Mamme si diventa #3 La soluzione fisiologica, metafora del difficile compito del genitore

      1. Anch’io talvolta mi apro totalmente con i miei lettori. Ad esempio, nell’ultimo post ho condiviso i ricordi più belli della mia infanzia, e per me è stato un delizioso viaggio nel tempo. Grazie a te per la risposta! 🙂

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