Mamme si diventa #5 I 5 miti da sfatare riguardo alla genitorialità

Il mondo dei genitori è circondato dal mistero. Non è sicuramente una circostanza voluta, ma sembra quasi che si viva in due universi distinti. Diventare genitori ti autorizza a entrare nel privé della genitorialità e apre le porte a quelle che fino a poco tempo prima sembravano pratiche esoteriche. Io e M. (=Marito) “ci siamo dentro” da quasi due mesi e ci sono un paio di cosette che ci sentiamo in dovere di far sapere a chi è in procinto di diventare genitore oppure ha solo la curiosità di accedere a questo mondo mitico (“mitico” in tutte le accezioni che il vocabolario Treccani fornisce). Troppo spesso ci siamo sentiti ripetere frasi che, una volta arrivata A., abbiamo scoperto essere delle vere cavolate. Ecco i nostri 5 miti da sfatare riguardo all’essere genitori.

Homer e Marge Simpson nella serie tv (2012 TCFFC)

1. La vostra vita non sarà più come prima. Questa è una mezza verità. Come tutti i grandi avvenimenti nella vita, ti cambiano fintanto che tu gli permetti di cambiarti. Chi dice che ora non ha più tempo per fare quello che ama è probabile che menta o non sappia organizzarsi. E’ vero, non potrai più fare TUTTO quello che facevi prima di avere un figlio, ma se hai una passione e riesci a gestire bene il tuo tempo e quello del bambino (e se sei anche aiutato da chi ti sta intorno), puoi riuscire a far combaciare entrambi gli aspetti. [Nonostante la gravidanza, sono riuscita a dare tre esami a giugno e ne darò uno a settembre. Certo, è stato faticoso e non ho preteso di raggiungere i livelli di concentrazione pre-parto, ma ho portato avanti i miei progetti e sono felicissima di averlo fatto.]

2. La vostra vita sarà esattamente come prima. Abbiamo sentito anche questa frase, anche se meno spesso della precedente. Ecco, prima di avere un figlio non ci permettevamo di entrare in merito a quest’affermazione, nonostante nutrissimo i nostri dubbi… ora che siamo mamma e papà possiamo dire che chi la pensa esattamente in questo modo non sta facendo il genitore oppure ha qualcuno che lo sta facendo al posto suo. Diciamocelo, com’è possibile che riusciate ad andare tutti i weekend a ballare? Tre volte a settimana palestra, due volte yoga, poi la notte ci pensa la mamma o la nonna, il sabato sera con gli amici, la domenica a calcetto, e il lunedì il vostro bebè alza la cornetta e chiama il telefono azzurro. Perché alla fine o diventa Jack lo Squartatore o si fa ricoverare per i complessi d’abbandono che gli fate venire. [Ok, va bene, è necessario ritagliarsi del tempo per sé, ma – come si dice a Roma – fino a una certa. Avete un figlio, non vi siete fatti un gatto o un pesce rosso.]

3. E’ chiaro che il rapporto principale sarà quello con la madre. Non si sa quante volte mi hanno ripetuto questo discorso. A dirlo erano sia uomini sia donne. Non intendo fare la femminista, ma penso che questo assunto sia veramente frutto di un retaggio culturale vecchio di almeno un secolo. Prendiamo come esempio A.: l’abbiamo concepita insieme; durante la gravidanza, M. si è incaricato di fare da solo tutto quello che prima facevamo insieme o facevo io; nel momento del parto, M. non mi ha lasciata sola un secondo. In che modo A. è legata più a me che a lui? Qualcuno mi ha risposto che il legame si crea anche per via dell’allattamento. Benissimo, ho risposto, per questo mi tiro il latte e lascio che M. la allatti quanto lo faccio io. Papà, non fatevi influenzare da queste voci: il vostro ruolo è fondamentale ed è importante fin dalla nascita, perciò non rinunciate al rapporto con i vostri figli pensando che “a pelle” preferiscano la mamma. E voi, mamme, se avete la fortuna di avere accanto uomini meravigliosi che vogliono fare i papà, permetteteglielo, rinunciate a essere presenti e regalate al bambino e al papà del tempo esclusivo da trascorrere insieme. [D’altronde voi avete un vantaggio di 9 mesi da fargli recuperare. 😉 ]

4. Scordatevi il romanticismo, i figli diventeranno il centro della vostra esistenza. Questo, più che un mito da sfatare, è un pericolo da evitare. Quando i bambini sono piccoli piccoli viene spontaneo stargli sempre vicino, coccolarli, prendersene cura… poi diventano grandi e pretendono mille attenzioni. Il risultato è che, se mamma e papà non sono in grado di porre un freno, finiranno per non avere più tempo o spazio per loro stessi. Intendiamoci, ognuno può far quello che gli pare, purché poi non ve ne lamentiate con gli amici o con i parenti. “Sono tre anni che non vado a cena fuori con mio marito”, “Io e mia moglie non riusciamo ad avere un attimo di intimità da mesi”… però quando capita l’occasione sono i primi a non voler mollare la presa sui figli. Conoscendomi, so che quando mi preoccupo divento un accollo spropositato. Per questo motivo, io e M. ci siamo promessi di ricordarci sempre che la persona a cui abbiamo giurato amore eterno non è A. Già dopo poco tempo dalla nascita, abbiamo cercato di ritagliarci almeno una sera a settimana per stare da soli. Non sarà molto, ma ci aiuta a consolidare il nostro ménage. [Su questo argomento penso di scrivere un post approfondito più avanti]

5. Viene tutto molto spontaneo e naturale.Dulcis in fundo, il mito numero uno, il più temuto dalle madri inesperte come me: essere genitori è l’esperienza più naturale del mondo. Questo vuol dire che se in voi non ci sono genitori pancini, non siete fatti per avere figli. Beh, vi confesso una cosa: prima di avere A., credevo di essere l’ultima persona al mondo a poter diventare una mamma. No, essere genitori non è naturale. O almeno, non lo è più. Non si nasce più “genitori”. Anzi, oggi è persino difficile ritagliarsi un ruolo diverso da quello di figli. Ci consideriamo e siamo considerati eterni bambinoni. Non credete a chi vi dice che viene tutto spontaneo. Viviamo in un mondo in cui nulla è più spontaneo, neanche l’insalata. Perciò, se pensate di non essere un granché come genitori, non spaventatevi, non fatevi venire i complessi. Essere genitori è un’arte e, come tutte le arti, è solo marginalmente spontanea. Ci vuole tanto impegno e umiltà, un cuore disposto a imparare ad amare e molta pazienza con se stessi. L’ho già detto altre volte? Forse. D’altronde è lo slogan di questa rubrica: genitori si diventa!

Questi sono i nostri 5 miti da sfatare, ma scommettiamo che ce ne sono moltissimi altri. A voi ne viene in mente qualcuno?

Alla prossima 🙂